Mondo solenne, misterioso, quello di Giovanni Profumo. Nelle ampie tavole che espone al Numero, la sua pittura si esprime attraverso alte pareti di colore cupo che si sovrappongono all’infinito in un’atmosfera di incomunicabile dramma.
Soltanto qualche squarcio di luce, brevissimo, filtra nell’eterna notte imprigionata dalle scure muraglie. Un’esperienza nuova, piena di significati.
Firenze, Giornale del mattino, Venerdì 22 aprile 1966
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