Luci ed ombre decisamente segnate, ottengono risultati plastici, in un modo vivo eppur quieto, limpido e sereno. La preoccupazione di superare difficoltà basilari non acuisce l’introspezione riguardante particolari effetti coloristici di sfondo. Pittura forte, consistente, trattata con delicatezza da acquarellista. I soggetti - anche se talvolta appaiono appesantiti dalle preoccupazioni sopra citate - sono scelti con gusto istintivo. Per ottenere valori «tattili», oltreché plastici, l’immissione di sfumature, di velature e dei vari necessari accorgimenti, sarebbe proficua, né l’ambiente… risulterebbe mai sordo. Il colore, anche in funzione di luce, ottiene quivi effetti non trascurabili. Le soffuse liriche espressioni di Rodocanachi, le consistenti concezioni plastiche di Morandi, la poetica realtà di Rosai - in un mondo coloristico che dona rimembranze di cotali artisti - hanno esercitato benefico influsso formativo nella fantasia dell’artista. Si tratta di un pittore di cui certamente si dovrà ancora parlare e che è da ritenersi una promessa sicura. Si citano: «Sori», «Case a Boccadasse», «Case di Albisola», «Celle d’inverno», «Le case bianche di Aggio», «Scendendo a Boccadasse», «Case di Arenzano», «Salita a S. Margherita», «Genova alta»
Giovanni Migone
Il Nuovo Cittadino, 6 gennaio 1957
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